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·2. April 2025
❗️Juve Stabia, Langella: “Persi 5-6 punti per gravi errori arbitrali: mancanza di attenzione o di rispetto? Su Adorante, Pagliuca e Lovisa…”

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·2. April 2025
Andrea Langella, presidente di una Juve Stabia di settimana in settimana sempre più sorpresa del campionato di Serie B, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di TMW:
Qual è il segreto di questo biennio magico?
“Il segreto sportivo risiede nella compattezza tra tutte le componenti. C’è un impianto di produzione che ha realizzato un qualcosa di altissimo livello e qualità. Abbiamo una grande squadra e uno spogliatoio equilibrato che ha incarnato i valori della gente. La media della busta paga tra calciatori è grossomodo uguale e questo non crea alcun tipo di disparità. E’ uno dei tanti fattori. Abbiamo un ottimo allenatore, uno che non vuole gente che abbia superato i 30 anni: si parla tanto di credere nei giovani, ma in pochi hanno davvero questo tipo di mentalità. Un tecnico che ama il suo lavoro, che arriva la mattina e se ne va la sera alle 19; persona favolosa che sta migliorando i collettivi e anche i singoli. Con la vittoria di Cesena, comunque, possiamo goderci una straordinaria salvezza. Le prossime partite ci consentiranno di mettere in campo forza, carica e compattezza e vogliamo rimanere nei playoff pur sapendo che il calendario è molto difficile”.
Quanto conta oggi ottimizzare il budget senza spese folli?
“Parto da una premessa: spendiamo meno di altri, è vero, ma c’è chi ha investito cifre inferiori. Faccio un ragionamento più ampio: ogni piazza richiede determinati investimenti e ammortizza le perdite in modo diverso. Se hai 20mila spettatori allo stadio puoi contare su introiti diversi, su sponsor differenti. Nel complesso, però, le perdite sono uguali per tutti. A me interessa spendere maggiormente nel settore giovanile, nel marketing, in tutto ciò che può servire a valorizzare il brand aiutando contestualmente la crescita della prima squadra”.
La piazza sta iniziando a seguirvi davvero con passione, rispetto ad un passato contraddistinto da poche presenze sugli spalti…
“Abbiamo uno zoccolo duro formato dai tifosi “malati” e patiti, quelli che amano davvero i colori e che sono sempre presenti in casa e in trasferta; tuttavia sappiamo che in città molti sostengono anche il Napoli o che preferiscono seguirci da casa. Vorrei ricordare che abbiamo una capienza ridotta, pari a 7400 spettatori”.
Che tandem Lovisa-Pagliuca…
“Scelta disgiunta sfociata nel binomio perfetto tra chi individua giocatori di prospettiva e chi li valorizza e sa allenarli nel migliore dei modi. Loro rappresentano il 60% della forza della Juve Stabia, siamo orgogliosi del loro modus operandi e della capacità di portare avanti al meglio il progetto”.
E ora il derby. C’è il rischio di caricarlo troppo?
“La Salernitana tante volte ha dimostrato di essere una squadra forte, talvolta poco fortunata. Sono convinto che i calciatori siano maturi e sapranno gestire l’entusiasmo senza pensare di averla già vinta. Anzi, quando affronti chi ha necessità di conquistare i tre punti c’è sempre l’insidia dietro l’angolo. Concentrazione e attenzione fanno la differenza. Vorrei chiedere a tutti di caricare il match nel modo giusto, stiamo parlando di due piazze campane e mi farebbe piacere che ogni singolo tifoso pensi a sostenere la propria squadra. Ben vengano questi derby, a prescindere dall’agonismo e da quello che sarà il risultato finale. Sarà un bello spot per la B, tra una Salernitana forte e una Juve Stabia che ha acquisito importante consapevolezza. Sarà battaglia. Iervolino? Lo conosco, ma non ho rapporti. Io vivo a Napoli, lui fuori e non ho il piacere di dialogare con lui”.
2025 e ancora trasferte vietate…
“E’ una delle domande che mi faccio, non ho risposta. Noi paghiamo steward, forze dell’ordine e tutto ciò che serve per avere l’agibilità di uno stadio che ha superato l’esame della Commissione di vigilanza e poi ci troviamo a commentare decisioni particolari. Ormai questa è una situazione che si trascina da tempo e spero che ci sarà un’attenzione maggiore perchè il calcio va seguito da vicino. I famosi sbandieramenti e colori fanno parte del gioco, è un qualcosa che fa bene alle famiglie e agli stessi calciatori. Noi vogliamo fare spettacolo, l’obiettivo è far divertire la gente. Senza pubblico di che parliamo?”.
A Salerno gioca Zuccon, centrocampista che da voi non ha trovato spazio. Come mai?
“Zuccon ha giocato pochissimo, ciononostante è scattato un impegno di pagamento verso l’Atalanta che forse potevamo evitare. Ne stiamo parlando, il minutaggio è stato esiguo. Se fa bene alla Salernitana significa che avevamo preso un calciatore di valore, ma trovare spazio in una rosa del genere non è facile. Pagliuca ha fatto le sue scelte e a gennaio ci siamo regolati di conseguenza”.
Spesso avete lamentato torti arbitrali. C’è da fidarsi di questa tecnologia?
“Ancora oggi rivedo le partite con Catanzaro, Pisa e Sassuolo. I fuorigioco di tre millimetri, le decisioni prese a Palermo. Ce ne sono capitate di cotte e di crude, non so se parlare di mancanza d’attenzione o di rispetto visto che siamo a cospetto di cose eclatanti che ci hanno tolto minimo 5-6 punti che potevano fare la differenza. Ex arbitri hanno giudicato quelle gare in modo strano. Attenzione, però: ci sta che un arbitro possa subire un imbarazzo quando dirige in contesti da 10-12mila persone. Parliamo di professionisti, ma anche di uomini. Ma oggi abbiamo bisogno di qualche strumento in più per garantire l’equità, il VAR non è proprio il massimo del massimo. L’ho detto sempre in Lega e in Federazione: spero che l’anno prossimo si attiveranno in questo senso. In 32 giornate non abbiamo mai avuto un rigore a favore, mi sembra un qualcosa di anomalo”.
Pagliuca ha detto che il tifo conta moltissimo. A volte si scade nella retorica o esiste davvero il dodicesimo uomo?
“Il pubblico è importante. Lo stadio è piccolo, ma incide perchè il Menti è diventato un nostro fortino. Abbiamo una squadra giovanissima, ragazzini che hanno bisogno di avere una carica di entusiasmo maggiore. Sono frecce che corrono, ma che hanno necessità di godere della spinta della gente. A Cesena erano più di mille, si sono fatti sentire e abbiamo disputato un buon match anche grazie a loro”.
Quale futuro per Adorante?
“E’ un calciatore importante e che sta crescendo settimana dopo settimana. Già quest’anno abbiamo notato il salto di maturità, ha segnato molto in una delle categorie più difficili esistenti. Sono certo che il futuro gli riserverà soddisfazioni, ci sarà tempo per fare le valutazioni”.
Più facile andare in A o trattenere i big e il ds Lovisa?
“Siamo una realtà che è cresciuta ed è più forte. Ora siamo quotati in borsa e la società ha goduto di investimenti americani. Se chiama la serie A per i nostri tesserati sono il primo a fare dei ragionamenti, ma in B cosa c’è di meglio? Noi abbiamo cambiato pelle ed immagine, ci stiamo consolidando e abbiamo un impatto internazionale che ci permette di essere conosciuti, al punto da programmare il ritiro in America. E altri imprenditori verranno a guardarci. Non credo che chi è qui voglia crescere in prospettiva di andare via. E’ ovvio che siamo una società e, in caso di offerte, daremo le nostre risposte. Ma sono discorsi prematuri. Leggo tante cose sui giornali, soprattutto su Adorante, ma in questo momento è nostro, ha un contratto fino al 2027 e un percorso in campionato ancora da affrontare al meglio. In futuro la società americana acquisirà il 51% delle quote, ma io ovviamente resterò e darò il mio contributo”
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