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·16. April 2025

Scontri ultras, il Viminale: gare a rischio solo di giorno e stop trasferte per i tifosi di Lazio e Roma

Artikelbild:Scontri ultras, il Viminale: gare a rischio solo di giorno e stop trasferte per i tifosi di Lazio e Roma

Gli scontri che hanno visto protagonisti gli ultras di Lazio e Roma prima del derby giocato domenica sera hanno avuto conseguenze immediate: stop alle trasferte per entrambe le tifoserie per le prossime tre partite in calendario e dalla prossima stagione niente più partite ad alto rischio per l’ordine pubblico di sera.

Queste le prime decisioni del Viminale dopo i disordini che hanno portato al ferimento di 24 agenti. Le indicazioni sono state comunicate alla FIGC. Già nella giornata di lunedì, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, aveva promesso «ogni ulteriore misura necessaria per garantire l’incolumità degli uomini e delle donne in divisa». E, in attesa di emendamenti in materia al decreto sicurezza che ha iniziato il suo iter alla Camera, ci sono le decisioni più immediate.


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Intanto, salgono a sette gli arresti per gli scontri avvenuti prima del derby di domenica all’Olimpico. Dopo il primo di lunedì, la polizia ha arrestato altri sei ultras nella giornata di ieri: tre biancocelesti e tre giallorossi, accusati di aver partecipato ai violenti disordini. Si tratta di persone già conosciute alle forze dell’ordine vicine ai gruppi “Roma Violenta”, “Quadraro”, “Insurrezione” e “Ultras Lazio”. Uno è già gravato da Daspo mentre un altro è un militante di Casapound. Per tutti sono state avviate le procedure per il daspo. Intanto stamattina è stato convalidato l’arresto del tifoso fermato dalla polizia in flagranza differita e si trova ora ai domiciliari.

Il bilancio della guerriglia scattata intorno alle 17.30 di domenica, tre ore prima del fischio d’inizio, è di 24 poliziotti feriti, vetrine di negozi infrante e auto danneggiate. Violenze avvenute contemporaneamente su due fronti. Da un lato un gruppo di 500 ultras giallorossi che ha cercato di raggiungere Ponte Milvio dove erano radunati i tifosi biancocelesti e, trovandosi davanti lo sbarramento delle forze di polizia, ha innescato un lancio di pietre, bottiglie e altri oggetti. Dall’altro circa 1.000 laziali che mentre si stavano muovendo verso lo stadio sono tornati indietro cercando un contatto con i rivali, impedito dai reparti di polizia con cariche di alleggerimento, lacrimogeni e l’uso dell’idrante. Le indagini della Digos vanno avanti. Al vaglio le posizioni di numerosi altri ultras, anche stranieri, in via di identificazione.

Ferma condanna per le violenze è arrivata dal presidente della Lazio Claudio Lotito che però invita a «creare una dicotomia tra la posizione dei tifosi e quella dei delinquenti. Rischiamo di etichettare come tifosi persone che non hanno nulla a che fare con il tifo. Bisogna enucleare le persone che delinquono e metterle in galera buttando la chiave. Questi soggetti non hanno nulla a che vedere con il calcio».

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