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·4 April 2025
Galdi: «Con il Frosinone non ha funzionato nulla, ecco che gara mi aspetto con lo Spezia. E per la salvezza serve questo» – ESCLUSIVA

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·4 April 2025
Si prospetta un finale di stagione parecchio complicato per la Sampdoria, che a 7 giornate dalla fine di questa Serie B dovrà dare il massimo per risalire la classifica e uscire dalla zona retrocessione. La sconfitta con il Frosinone, però, ha dato un segnale fortemente negativo, soprattutto in vista del match contro lo Spezia. E anche in caso di salvezza, cosa potremo salvare di questa stagione? Di questo, e di molto altro, ha parlato Simone Galdi, giornalista di Telenord e telecronista per Eurosport, in esclusiva ai microfoni di SampNews24.
Brutto stop per la Sampdoria contro il Frosinone, con la classifica che inizia a farsi preoccupante. Cosa non ha funzionato nella sfida contro i ciociari?
«Tutto. Squadra subito timida e rinunciataria, scelte del tecnico discutibili (più nei cambi che nella formazione iniziale), mancanza di leadership e di reazione. Basta guardare al primo gol: Yepes si fa sfilare il pallone in zona pericolosa, ma poi non aggredisce l’avversario, anzi. Tutto troppo facile. Se poi ci si mette Coda a sbagliare il rigore del possibile vantaggio, è chiaro che ci si fa male da soli. Rispetto per il Frosinone, ma tutta la Samp ha “lavorato” per farsi male da sola.»
La società ha deciso di confermare Leonardo Semplici, almeno per la sfida con lo Spezia. Cosa ne pensa di questa scelta?
«Continuare con Semplici sembra una scelta dettata dalle circostanze societarie, più che da quelle tecniche. La sua conferma si legge anche come conferma del ds Accardi, il cui lavoro non ha prodotto risultati positivi. Ma è chiaro che se la squadra ha preso le parti del tecnico toscano, adesso è necessaria una reazione dei giocatori stessi.»
Che partita si aspetta dai blucerchiati al Picco?
«Con lo Spezia sarà durissima, la differenza tra le due formazioni è netta. E la sconfitta aquilotta col Brescia sembra davvero un caso isolato, per come è maturata: difficile pensare che i ragazzi di D’Angelo sbaglino due partite di fila. La Samp può perdere, ma deve lottare, deve dimostrare di essere altro rispetto a quel gruppo di giocatori smarriti, usciti tra i fischi sabato scorso.»
A sette giornate dalla fine, cosa serve alla Samp per evitare la retrocessione?
«Servono almeno tre vittorie, non meno di dieci punti e tanta speranza, anche che qualcuna delle altre vada in crisi. Ma la speranza matura se i giocatori dimostrano cuore, grinta e impegno, non certo se si fanno dominare dall’avversario di turno. Salvarsi non è impossibile, ma le circostanze parlano di una crisi tecnica profonda. Per quello il cambio di allenatore dopo il Frosinone avrebbe avuto un senso: l’ennesima sterzata in una stagione disgraziata, ma un segnale per non lasciare nulla di intentato.»
Anche in caso di salvezza, la Samp dovrà ripartire da zero con un nuovo progetto l’anno prossimo? Cosa si può salvare di questa stagione?
«Assolutamente nulla! Una tale catena di errori non porta da nessuna parte, nulla davvero da salvare.»
Passando alla Serie A, la corsa Scudetto sembra essersi ridotta a due pretendenti, Napoli e Inter. Chi è la favorita per la vittoria?
«Vedo l’Inter sempre favorita, per la profondità della rosa e l’esperienza maturata in tempi recenti. Non va sottovalutato il Napoli, perché ha un gruppo compatto e un allenatore davvero top. Sarà una sfida bellissima, e per gli azzurri c’è il piccolo vantaggio di potersi concentrare solo sul campionato.»
Un’ultima domanda sulla Nazionale: dopo la sconfitta contro la Germania, l’Italia sarà impegnata nelle sfide di qualificazione al Mondiale. Quali sono le possibilità degli azzurri contro la Norvegia, ora prima nel girone?
«Non vorrei riaprire il famoso dibattito, se l’Italia debba o meno avere paura della Norvegia. Di sicuro qualificarsi ai mondiali non è più scontato, per nessuno. Se persino il Brasile non è più la potenza di un tempo, a maggior ragione noi che manchiamo dal 2014 dobbiamo essere umili. Oggi gli Azzurri sono una buona squadra ma devono giocare sempre al massimo per fare risultato. Troppe distrazioni ci hanno punito, anche a Dortmund si è vista la mentalità sbagliata. L’Italia di Spalletti dovrà lavorare, lottare e dimostrare di essere degna del viaggio in Nord America. Sarà decisivo il ruolo del ct, dalla sua impostazione si potrà vedere davvero crescere un nuovo gruppo “mondiale”.»
Si ringrazia Simone Galdi per la disponibilità e la gentilezza mostrate durante l’intervista.