Calcio e Finanza
·28 February 2025
Milan, lo sfogo di Conceiçao: «Se non servo più, faccio le valigie e vado via»
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·28 February 2025
Il Milan, dopo la seconda sconfitta consecutiva in campionato, probabilmente dice addio alla partecipazione alla prossima Champions League. Un obiettivo minimo che i rossoneri non riusciranno molto probabilmente a centrare nemmeno con un cambio di allenatore e un mercato di gennaio importante.
Ora la società rossonera guarda al futuro, senza dimenticare le semifinali di Coppa Italia di aprile. Un futuro che potrebbe non vedere sulla panchina della prima squadra quel Sergio Conceiçao chiamato a Milanello per risollevare una stagione che in realtà sta proseguendo sugli stessi binari di quando c’era Paulo Fonseca, Supercoppa a parte.
Il tecnico portoghese è stato poi protagonista di uno sfogo personale ai microfoni di DAZN dopo la fine della gara del Dall’Ara: «Tutti i giorni si parla della mia situazione qua, non è giusto. Nei 5 anni passati ho giocato contro 5 squadre italiane, e ho giocato contro squadre italiane molto ben orientate per Sarri e per Pioli, ma sono sempre passato con una squadra di livello più basso. Solo contro l’Inter no, ma poi loro sono arrivati in finale di Champions. So cosa voglio, so cosa posso fare. Vedo tanta gente parlare della mia situazione, ma la mia situazione è semplice. Mi dicono “Non servi più”, allora prendo la valigia e vado via. Non prendo neanche un euro in più. Io sono tranquillo, voglio tranquillizzare le persone. Non arrivo dal nulla: ho quasi 100 partite in Champions League, ho vinto 13 trofei, ma tutti i giorni si divertono a parlare di me. Ho famiglia, ho gente che mi è vicino e loro vedono tante cattiverie su di me e non è giusto. Scusate lo sfogo».
Sulla sfida e i limiti del suo Milan, invece, Conceiçao si è così espresso: «Noi siamo connessi con la partita, siamo compatti, sappiamo dove pressare l’avversario, siamo corti con la linea difensiva per permettere ai nostri centrocampisti di avere spazio tra le linee, partendo dove pensavo che loro avrebbero sofferto la profondità: abbiamo fatto gol così. Abbiamo spinto negli spazi laterali, ricordo due episodi nel secondo tempo che dovevano avere altro esito. Quando siamo in partita giochiamo come ci siamo preparati, stiamo bene, arriviamo ai 30 metri con facilità».
«E poi ogni tanto succedono questi episodi, sia per colpa nostra e anche per colpa di altri… Mi dispiace parlare così oggi perché non è solo l’arbitro il colpevole di questa sconfitta. Ma succedono sempre questi episodi, sembra che siamo nel fuoco durante la partita. È una questione mentale. Oggi a livello di questo atteggiamento di cui parlano tanti allenatori noi l’abbiamo avuto, ma questi piccoli episodi succede che sono negativi per noi e molto positivi per gli altri. Il criterio, si parla di criterio e di falli che prima ci sono e poi non si fischia per niente quando sono per noi. Ma anche gli arbitri, come gli allenatori, commettono errori. Questi piccoli episodi hanno un peso grande: abbiamo bisogno di risultati positivi anche per l’ambiente, non è per niente facile», ha concluso il tecnico milanista.
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