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·2 aprile 2025

La Roma dopo Ranieri scelga nella continuità

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La Gazzetta dello Sport (A. Vocalelli) – Se ci pensate, è paradossale – o almeno originale – quello che sta succedendo alla Roma. Già, perché – nella storia del calcio – è normale cambiare allenatore per mancanza di risultati. È inusuale, invece, che un tecnico amato dai tifosi, stimato dal club, gradito dalla squadra, sia comunque orientato, anzi di più, ad andarsene. È il caso di Claudio Ranieri, l’allenatore del momento e forse del secolo, considerando la sua impresa col Leicester, che ha deciso di dedicarsi ad altro. Ad una vita da dirigente. In cui sarà chiamato, dopo una vita sotto esame, a giudicare un collega in panchina. Certo è che nessuno, ma proprio nessuno, in questi cinque mesi avrebbe potuto far meglio. Perché Ranieri ha preso una Roma sull’orlo del precipizio, emotivo e non solo dal punto di vista della classifica. La situazione era infatti precaria, al limite della zona retrocessione, e con una situazione ambientale caldissima.

Calciatori in crisi d’identità non solo di gioco, gente come Paredes in attesa di andarsene a gennaio, altri – e non solo Pellegrini – coperti di fischi all’annuncio di ogni formazione. Una società senza amministratore delegato, con un direttore sportivo sotto processo per la campagna estiva e un presidente lontano, lontanissimo. Non solo idealmente ma anche operativamente. Tanto da convincere Ranieri, profeta in patria, a prendere un aereo per andare a firmare il contratto a Londra. Una situazione insomma per certi versi incredibile. Ad ogni conferenza, scatta la stessa domanda: a chi toccherà l’anno prossimo? E non c’è occasione in cui quel Signor allenatore, con la esse maiuscola, non accetti di spargere qualche indizio. Altri si sarebbero già stizziti da tempo, lui è capace di rispondere sempre con quella sua inconfondibile risata. Una firma d’autore. Come quella che dovrà apporre, su suo suggerimento, il nuovo tecnico. I nomi, addirittura, li ha fatti lo stesso Ranieri.


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Escludendo Gasperini (ma non sarà stato un depistaggio?) e tutti quelli che sono stati finora nominati. Di sicuro, però, si può provare a tracciare (‘identikit del suo successore. Che dovrà essere – e potreste facilmente escludere qualcuno – talmente poco egocentrico da immaginare il rapporto con Ranieri dirigente come un valore e non come un fastidio. E soprattutto in grado di muoversi con personalità ma senza arroganza nel nuovo-vecchio ambiente. Perché Ranieri ha spiegato, senza troppi fronzoli, che nelle prossime due sessioni di mercato .- a giugno e gennaio -bisognerà districarsi con molta attenzione. Occorre dunque un uomo, prima ancora di un professionista, che raccolga l’eredità e abbia il buon senso (caratteristica fondamentale) di valorizzarla e non di disperderla.

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