Volpi: «Samp vittima di un blocco mentale, deve lavorare duro per uscire dalla bassa classifica. Contro lo Spezia un derby da brividi» | OneFootball

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·02 de abril de 2025

Volpi: «Samp vittima di un blocco mentale, deve lavorare duro per uscire dalla bassa classifica. Contro lo Spezia un derby da brividi»

Imagem do artigo:Volpi: «Samp vittima di un blocco mentale, deve lavorare duro per uscire dalla bassa classifica. Contro lo Spezia un derby da brividi»

Volpi, l’ex centrocampista della Sampdoria ha parlato della situazione complessa che sta vivendo la squadra di Leonardo Semplici. Ecco le dichiarazioni

Sergio Volpi, ex centrocampista della Sampdoria, ha parlato della situazione in casa blucerchiata, alle prese con il rischio retrocessione in Serie C da evitare. Le sue parole in esclusiva a Tuttob.com.

CAMBIO ALLENATORI – «Dall’esterno è sempre difficile fornire una valutazione, bisognerebbe essere dentro per avere contezza di quelli che sono i veri problemi di questa squadra… Prima di Semplici, ci sono stati altri due allenatori ma le cose non andavano meglio. Probabilmente la Samp è vittima di un blocco mentale dovuto alla situazione che si è creata, ora bisogna fare quadrato e lavorare duro per uscire dalle sabbie mobili della bassa classifica».


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SPEZIA – «Il calendario però non aiuta: domenica i blucerchiati faranno visita allo Spezia, terzo della classe, in un derby testacoda da brividi. Una partita molto difficile, sia perché appunto è un derby sia per la forza dello Spezia, che non ha ancora rinunciato al secondo posto e davanti ai propri tifosi vorrà riscattare il passo falso contro il Brescia. Però tutte le partite vanno giocate con la massima determinazione, a maggior ragione avendo la Samp assoluto bisogno di punti. Il tempo stringe, non si può guardare in faccia all’avversario».

SERIE C«Sarebbe un disastro: vorrebbe dire ripartire da zero un’altra volta… Non voglio nemmeno immaginare questa eventualità: la Sampdoria in C non esiste, con tutto il rispetto per le altre squadre che stanno lottando per salvarsi. Penso in primis ai tifosi – sabato a Marassi erano in 25mila –, che hanno passato anni difficili e grazie all’avvento della nuova società speravano potesse aprirsi un ciclo importante. E invece per il momento non è così. Ma una retrocessione sarebbe deleteria anche per l’immagine del calcio italiano».

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