Juve, Zambrotta: «L’esonero di Motta è stato sbagliato, il progetto mi piaceva! Tudor? La storia ci dice una cosa…» | OneFootball

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Calcionews24

·3 aprile 2025

Juve, Zambrotta: «L’esonero di Motta è stato sbagliato, il progetto mi piaceva! Tudor? La storia ci dice una cosa…»

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Le parole di Gianluca Zambrotta, ex calciatore della Juve, sul cambio in panchina da Motta a Tudor. Tutti i dettagli in merito

Gianluca Zambrotta ha parlato a La Stampa del cambio in panchina che c’è stato alla Juve.

ESONERO MOTTA – «Devo essere sincero, io ero contrario all’esonero di Thiago, perché era stato impostato un progetto a lungo termine che a me piaceva moltissimo. All’inizio si respirava grande entusiasmo per la scelta di un allenatore giovane che proponeva un’idea di calcio diversa da quella che si vede in giro. Purtroppo ha pagato le eliminazioni ravvicinate con PSV ed Empoli, poi le batoste con Atalanta e Fiorentina hanno fatto il resto. Bisogna essere realistici: se alla Juve non vinci, poi l’allenatore è il primo che ne paga le conseguenze. Ma le responsabilità vanno distribuite anche tra società e giocatori, anche se Yildiz e Vlahovic secondo me avrebbero meritato un utilizzo diverso».


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TUDOR – «Lo conosco bene, era importante per noi in quella Juve. Dava sempre il massimo, come fa anche da allenatore per quello che ho potuto vedere in questi anni. È l’uomo giusto? Sì, lo dice la sua storia. È un allenatore subentrato parecchie volte e ha sempre fatto bene, all’Udinese, al Verona, alla Lazio. Sa dare la scossa, spero che basti per portare la Juve in Champions. Quello che bisogna fare è ridare entusiasmo, credo che Igor l’abbia già fatto. La vittoria col Genoa può aver dato la serenità necessaria per ripartire».

LEGAME CON LA JUVE «A fare la differenza può essere la sua capacità di rivitalizzare la squadra, devo dire che il modo in cui si è posto mi è già piaciuto molto. Ricreare un legame con i tifosi può aiutare in questa fase, il senso di appartenenza è sempre fondamentale. Ma penso anche che il concetto di “juventinismo” sia un po’ forzato, se si ripensa ad allenatori vincenti come Trapattoni, Lippi o Allegri vediamo che non c’erano legami diretti con la storia bianconera».

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