Zambrotta sul cambio in panchina: «Contrario all’esonero di Thiago Motta, il progetto mi piaceva molto. Tudor è l’uomo giusto? Lo dice la sua storia» | OneFootball

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·3 aprile 2025

Zambrotta sul cambio in panchina: «Contrario all’esonero di Thiago Motta, il progetto mi piaceva molto. Tudor è l’uomo giusto? Lo dice la sua storia»

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Zambrotta sul cambio in panchina in casa Juve: tutte le dichiarazioni dell’ex bianconero su Tudor e Thiago Motta

L’ex calciatore della Juve Zambrotta, e compagno di Tudor in bianconero, ha parlato a La Stampa per analizzare il cambio in panchina.

SU TUDOR – «Lo conosco bene, era importante per noi in quella Juve. Dava sempre il massimo, come fa anche da allenatore per quello che ho potuto vedere in questi anni. È l’uomo giusto? Sì, lo dice la sua storia. È un allenatore subentrato parecchie volte e ha sempre fatto bene, all’Udinese, al Verona, alla Lazio. Sa dare la scossa, spero che basti per portare la Juve in Champions. Quello che bisogna fare è ridare entusiasmo, credo che Igor l’abbia già fatto. La vittoria col Genoa può aver dato la serenità necessaria per ripartire».


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JUVENTINITÀ – «A fare la differenza può essere la sua capacità di rivitalizzare la squadra, devo dire che il modo in cui si è posto mi è già piaciuto molto. Ricreare un legame con i tifosi può aiutare in questa fase, il senso di appartenenza è sempre fondamentale. Ma penso anche che il concetto di “juventinismo” sia un po’ forzato, se si ripensa ad allenatori vincenti come Trapattoni, Lippi o Allegri vediamo che non c’erano legami diretti con la storia bianconera».

SU THIAGO MOTTA«Devo essere sincero, io ero contrario all’esonero di Thiago, perché era stato impostato un progetto a lungo termine che a me piaceva moltissimo. All’inizio si respirava grande entusiasmo per la scelta di un allenatore giovane che proponeva un’idea di calcio diversa da quella che si vede in giro. Purtroppo ha pagato le eliminazioni ravvicinate con PSV ed Empoli, poi le batoste con Atalanta e Fiorentina hanno fatto il resto. Bisogna essere realistici: se alla Juve non vinci, poi l’allenatore è il primo che ne paga le conseguenze. Ma le responsabilità vanno distribuite anche tra società e giocatori, anche se Yildiz e Vlahovic secondo me avrebbero meritato un utilizzo diverso».

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